Pagliaro

La Forza Vitale

osteopatia somatoemozionale, scuola osteopatia

La disfunzione osteopatica è una diminuzione della forza vitale in un tessuto vivente, espressa da una diminuzione della sua mobilità, della sua vibrazione, della capacità d’espansione e retrazione.

 

La disfunzione osteopatica è intesa come una restrizione di mobilità tessutale.

 

È anche un’alterazione emodinamica, neurovegetativa, endocrina ed umorale locale e generale dell’individuo. I fenomeni d’infiammazione, stasi, fibrotizzazione e sclerosi tessutale indotti dalla disfunzione creano una variazione nell’interscambio bio-umorale e neuroinformazionale tra tessuti, organi, sistemi adiacenti ed a distanza.

 

A questo punto l’organismo su tale base crea una serie di risposte efferenti ed adattamenti periferici che hanno lo scopo di mantenere l’omeostasi organica.

 

Qualora la risposta non appaia soddisfacente in funzione dell’informazione, sia questa tattile, visiva, verbale o d’altra natura, s’instaura nel corpo la disfunzione, primo passo verso la patologia. Mi piace usare il concetto di disfunzione informazionale, poiché il termine osteopatia viscerale non significa spostare, spremere o stimolare un organo.

Osteopatia viscerale

disfunzione osteopatica, osteopatia, osteopata craniosacrale

Significa far interloquire i sistemi, i tessuti, l’organismo con se stesso.

Vuol dire rimettere in funzione lo scambio umorale ed endocrino tra gli organi, far interagire i complessi neurosensoriali periferici con il sistema corticale e sottocorticale.
L’ osteopatia è ridare possibilità di scambio informazionale.
L’osteopata dona possibilità dinamiche al sistema arterioso e venoso, alla loggia fasciale di supporto ai peduncoli nervosi che svolgono una relazione tra i vari sistemi.
L'Osteopatia agisce contemporaneamente sulla sfera osteoarticolare, craniosacrale, viscerale, psicologica ed energetica di ogni singolo individuo.
L’osteopata colloquia con i tessuti e li fa interagire tra loro affinché trovino le risposte corrette all’informazione d’origine.
Mi piace pensare che l’osteopata non guarisce, ma aiuta l’organismo a ritrovare le risposte corrette ad un’informazione fisica che non riesce ad interpretare o che recepisce ed interpreta in maniera errata.
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